Alcune riflessioni post-voto

Mi sono preso qualche giorno di pausa per riflettere su quanto fatto, sui risultati, sul post-elezioni, sulle discussioni. Ho letto i giornali, ascoltato i commentatori, partecipato a un paio di riunioni (fra le altre, al mio primo Comitato cantonale del PS), discusso con persone che hanno idee politiche differenti dalle mie. Risultato? Mah!

Sono convinto che non sia tanto importante capire come mai le elezioni sono andate così, né tanto meno di ragionare sui motivi per cui altri partiti o movimenti hanno vinto/perso. A me piacerebbe che per una volta si facesse una profonda analisi di ciò che non ha funzionato al nostro interno, e che lo si facesse con la massima umiltà, scendendo dal piedistallo su cui pensiamo di sedere! Sì perché uno dei grossi problemi, a mio modo di vedere, risiede proprio nel fatto che noi socialisti pensiamo di essere più intelligenti degli altri. E non è interessante sapere se io condivida o meno questa opinione: l’elemento importante è che vi sono molte, anzi moltissime persone, che ci vedono così! E in realtà ci sono diversi socialisti che pensano di essere effettivamente migliori e che gli altri non li capiscano: il problema non sono però coloro che non li capiscono, ma loro stessi che non sanno farsi capire!

Nelle ultime settimane di polemiche sul linguaggio utilizzato in alcuni giornali, e di uno in particolare, sono apparsi i soliti moralisti, pronti lancia in resta a difendere l’etica e la buona creanza. Persone che al comitato cantonale ne hanno poi dette di tutti i colori, con tanto di offese a presenti e assenti.

È questo il male che ci attanaglia e di cui ci dobbiamo liberare. Il problema non è il turpiloquio di certa stampa, ma il fatto che il messaggio che si nasconde dietro a quel linguaggio sia più ascoltato delle frasi in bello stile che si pensa di dover utilizzare. Detto fuori dai denti: il problema non è la Lega, siamo noi! Che NON possiamo presentarci come alternativa, perché esistiamo da talmente tanto tempo che non possiamo proprio essere tale!

Ora mi fermo, ma riprenderò il discorso perché credo sia utile mettere nero su bianco i miei pensieri. Anche se dovessero servire solo a me stesso!

5 pensieri su “Alcune riflessioni post-voto

  1. Zarina Armari Quadroni

    interessante spunto di riflessione, Davide.
    La mia impressione è che tanta gente non ne possa più: tasse, balzelli, controlli, lungaggini, disservizi, ecc. Poi non dimentichiamo il problema del lavoro: nella crisi, tanti si accorgono (meglio tardi che mai) che c’è il dumping salariale, che diventa difficile anche trovare un posto di apprendistato, ecc. C’è in giro malanimo verso i frontalieri, e di conseguenza verso italiani e stranieri in genere. La cronaca, svizzera ed estera, fa il resto, e quindi tante persone votano per la Lega. Non so se il PS sbaglia toni o modalità di comunicazione, non seguo la politica. Credo che la paura e lo scontento portino a scegliere chi fa la voce grossa e parla fuori dai denti, anche se in modo grezzo. Non è tanto una scelta politica, quanto una scelta di pancia. Dici bene: mah!
    Un caro saluto.
    Zarina

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  2. Claudio

    Non sono così drastico nel giudizio. Personalmente non avrei giocato 1 franco su un avanzamento di 1 voto rispetto al 2011. Perché mai avremmo dovuto aspettarcelo come PS? Cosa abbiamo fatto in più degli altri? Avevamo qualcosa da recuperare?
    Di fatto, come sempre accade, gli elettori scelgono in base alla situazione (socio-economica normalmente), ma nel nostro caso è evidente che il derby lega-prlt avrebbe condizionato il voto. La mobilitazione c’è stata per quei due partiti (perché entrambi avevano qualcosa da vincere), mentre per gli altri, TUTTO ERA SCONTATO. Perché a contare, ahimè, contano solo i governi (in Italia il Parlamento non interessa a nessuno; in GB ha prevalso l’idea di governo; in F conta solo chi comanderà dopo Hollande). E allora: Beltra e Bertoli erano scontati; nessuno ma proprio nessuno credeva all’entrata di Savoia e al raddoppio dei PPD: da cui la partecipazione sicuramente da “spiaggia al mare” di PS, PPD e Verdi. Guarda La Destra: un flop totale, perché agli elettori proprio non interessano “scelte di società” come taluni vogliono sempre proporre (anche a sinistra).
    Dunque, per me, tutto scontato, compreso il calo dei partiti che, per l’elezione del CdS, non avevano NULLA DA DIRE. Si sono scannati (e noi abbiamo regalato voti) leghisti e liberali. Così faranno fra 4 anni e la storia si ripeterà, con una probabile corrosione di consensi. I Verdi hanno già capito cosa fare… per cui il PS resterà dov’è.
    Unico neo non indifferente: i pochi seggi in GC non hanno permesso ad alcun GISO di entrarvi. Peccato. Ma certo non saremmo stati capaci di spingere i cambiamenti di persone che anche negli altri gruppi stentano. Dove sarebbe arrivato Farinelli che è stato scelto quale capo gruppo liberale in GC, se non fosse stato in lista per il CdS? Idem per Fonio.
    Insomma, per me non c’è da piangere. Chi sperava (e mi spiace per te e per chi ha tanto entusiasmo) è stato disilluso, ma la colpa non va cercata nel nostro interno o nel nostro modo di fare politica. Ripeto: al voto moltissimi sono andati solo per scegliere la leadership tra due soli partiti.
    Ed è per questo che subito mi sono espresso per una COCENTE SCONFITTA LIBERALE! Oggi vogliono passare per vincitori, ma sono loro ad aver subito danni veri. Un misero 1% di aumento quando l’obiettivo era chiaramente il sorpasso (possibile tra l’altro per poche centinaia di voti). Per 4 anni saranno ancora all’ombra di Zali-Gobbi e fra quattro anni sarà dura cambiare la guida del CdS.
    Il nostro partito si è invece rafforzato grazie all’iniezione di entusiasmo e di idee nuove di tanti giovani (GiSo ma anche compagni come te) che ora deve darci nuove energie per il futuro!

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  3. silvano molteni

    caro Davide io non mi metto certamente su un piedistallo e neppure penso di essere migliore degli altri. Mi considero fondamentalmente una persona umile però nello stesso tempo ho la presunzione di essere convinto di essere dalla parte giusta. Sono orgoglioso di essere socialista o più in generale di sinistra e non lo nascondo. Non vorrei essere patetico ma comunque noi ci battiamo per una società migliore se non per noi per le generazioni che verranno e permettimi di dire che siamo meglio di chi si batte solo per i suoi interessi o per difendere il suo benessere escludendo tutti gli altri. Cerco di svolgere umilmente il mio compito di consigliere comunale ultimo subentrato ma nello stesso tempo cerco di ricordare che dovremmo avere un obiettivo più ambizioso. Chiamalo superamento del capitalismo o come preferisci. Altrimenti nulla ci distingue da un bravo amministratore illuminato di qualsiasi altro partito. E non si capisce di conseguenza perché la gente dovrebbe scegliere proprio noi. Forse un po’ di orgoglio non guasterebbe e, perché no, ogni tanto qualche discussione di fondo. Forse non sarebbe tempo perso.

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