Discorso di insediamento

Da ieri ho l’onore di essere il presidente del Consiglio comunale di Chiasso. Ecco il mio discorso di insediamento.

Care colleghe, cari colleghi,
egregio signor sindaco, gentili signore e signori municipali,
gentili signore ed egregi signori,

innanzitutto vi ringrazio per l’attestato di fiducia che avete appena manifestato. Sono davvero profondamente onorato ed emozionato di ricoprire questa carica così importante.
Molti anni fa, durante un corso per conseguire il diploma Uefa B di allenatore di calcio, alla domanda del responsabile del corso sui nostri sogni sportivi nel cassetto, io manifestai il desiderio di allenare il FC Chiasso. Tutti si misero a ridere, ma era davvero il mio sogno nel cassetto.
Chi l’avrebbe mai detto che al posto di sedermi su quella panchina – l’esiguo margine di speranza che avevo me lo sono peraltro definitivamente giocato opponendomi alla buvette dello stadio – avrei occupato questa sedia così prestigiosa? Certamente non io! E se ciò è stato possibile, lo devo in primo luogo alla mia famiglia, e poi alle colleghe e ai colleghi di partito, che hanno designato me a questo ruolo.
A costo di sembrare banale, mi sembra importante sottolineare il valore delle nostre cariche e della nostra attività. Noi non siamo qui per noi stessi, ma in rappresentanza della popolazione che ci ha eletti. E questo non dobbiamo mai dimenticarlo. Per questo motivo è importante svolgere al meglio i nostri compiti, con serietà, competenza e senso di responsabilità, confrontandoci ma conservando il massimo rispetto per le idee altrui e soprattutto della persona. Chiedo a tutti di dare il meglio di loro stessi in questo anno pre-elettorale: ascoltare le e i Chiassesi, le loro preoccupazioni e i loro desideri, dando voce anche ai più deboli. Sarà un anno in cui la campagna elettorale avrà sicuramente un ruolo da protagonista: mettiamo sempre la nostra popolazione al centro delle nostre preoccupazioni, e lasciamo l’ambizione personale fuori da questa sala.
Un auspicio è che tutte le forze politiche si impegnino per avvicinare alla politica i giovani e le donne. È difficile trovare nuove leve: è un problema per tutti. Ma sono convinto che vi sia ampio margine di manovra: bisogna andare a cercare i giovani, investendo su di loro e dando loro spazio, non relegandoli a ruoli marginali; e bisogna, si deve, è assolutamente necessario coinvolgere maggiormente le donne, che portano un’altra sensibilità e altre visioni in questo mondo. Magari costringendoci, noi ometti, a un passo indietro. Senza dimenticare però la qualità delle persone, a prescindere dal loro genere o dalla loro età: dobbiamo far sì che le persone più preparate ritornino ad avere voglia di occuparsi della cosa pubblica.
Sarebbe bello che nel consiglio comunale che verrà (e chissà, magari anche nel municipio) vi fossero molti volti nuovi: significherebbe che abbiamo lasciato spazio a idee e modi diversi di intendere la politica e che abbiamo fatto bene il nostro dovere: che non è quello di difendere una posizione, ma di servire nel migliore dei modi la popolazione, lasciando alle generazioni presenti e future un’eredità virtuosa. Sia chiaro che non ho nulla contro chi occupa questi scranni da anni: la loro presenza è anzi fondamentale nella vita della nostra città e il loro ruolo politico è anche quello di accompagnare i neofiti in questa nuova avventura. Ma sono assolutamente convinto che un po’ di aria fresca possa solo fare del bene e ridurre questo sentimento di disaffezione nei confronti della politica che si esprime anche nelle percentuali di partecipazione alle elezioni.
Ho finito. È tempo di lavorare e di darsi da fare per la nostra città. A tutte e tutti voi auguro buon lavoro: Chiasso si aspetta molto da noi!

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