Faccia a faccia con Mariano Musso

Le mie idee su Chiasso, il lavoro, la Sinistra, l’ambiente, in un faccia a faccia con il presidente della sezione PLR Mariano Musso

  1. Chiasso oggi: un pregio e un difetto. E quale città vi immaginate domani?

Musso : Il pregio? Chiasso è una città vivibile al 100%, ci si muove velocemente anche a piedi, e offre ogni tipo di servizio che si può desiderare. Il difetto? Direi che manca un po’ di territorio, di cui avremmo bisogno per svilupparci in modo diverso da quello odierno. I pregi ce li siamo presi noi, il difetto è colpa del territorio ristretto. La Chiasso di domani? Futuristica, migliore. E abbiamo margini di miglioramento e sviluppo. Penso alla superficie ferroviaria; e pure a qualche aggregazione, che ci aiuterebbe a gestire meglio non solo il territorio locale ma anche della regione. Sarebbe importante.

Dosi : Un pregio: è una città in movimento, non è mai ferma; evolve; cambia. Dà sempre spunti che fanno discutere. Un difetto: è diventata insicura, o meglio ha una popolazione insicura. E non mi riferisco solo alla sicurezza di polizia, ma ai diversi fattori legati alla socialità che istillano insicurezza: come il lavoro, il frontalierato, i migranti. Come la vedo? La vorrei sempre in movimento, ma con una visione più ecologica della società. Più attenta a tutti i suoi cittadini, sia nei servizi che nelle politiche sociali, e laddove possibile più verde.

2. Il Plr chiude la legislatura con una maggioranza assoluta in Municipio e rischia di trovarsi il 10 aprile senza sindaco. Cosa non ha funzionato?

Musso : Non mi sembra che non abbia funzionato qualcosa. Quando sindaco e vicesindaco decidono di lasciare, questo rappresenta un problema per qualsiasi partito. La cosa non ci fa piacere, ma abbiamo messo in campo una squadra di tutto rispetto; con un municipale uscente che potrebbe ambire alla carica di sindaco. Certo abbiamo vissuto quattro anni da partito di maggioranza assoluta in Municipio, è stato un regalo. E di sicuro il 10 aprile il risultato non sarà così scontato. Il Plr, che festeggia i 110 anni di esistenza, ha sempre dato però il sindaco alla città. Quindi non voglio essere preoccupato. Mi rimetto ai cittadini, spetta a loro decidere chi eleggere e che ruolo assegnare al Plr.

3. Passando a Sinistra. Questo è un periodo di travaglio interno. Come si pensa di superare quella che appare come una crisi di identità?

Dosi : Rispondere non è semplice. E credo che non esista una sola risposta. La legislatura è stata complicata per noi quale forza politica di opposizione. Con un membro in Municipio – Patrizia Pintus, ndr – diventa difficile gestire le due anime. Ciò che abbiamo rimproverato in questi quattro anni alla nostra municipale è la sua mancanza nello smarcarsi dalle posizioni in cui la Sinistra avrebbe dovuto far sentire la sua voce differente. Il non essersi distanziata da numerose decisioni prese a livello di esecutivo ha creato malumore. Rispettiamo molto la collegialità del Municipio. Credo però che nella collaborazione con il gruppo e nell’esposizione verso il pubblico la situazione debba necessariamente cambiare. Il municipale non deve seguire una sua linea politica indipendente, ma dimostrare che è un rappresentante di un altro partito rispetto a quello che viene deciso dentro le stanze di governo.

4. Tornando al Plr, non sta un po’ indietro in questa campagna elettorale?

Musso : La campagna, quella vera, comincia ora. I nuovi candidati in particolare stanno cercando di profilarsi e di farsi conoscere. Certo non è facile per un neofita trovarsi candidato al Municipio a fronte di chi ha maggiore esperienza. Ognuno di noi farà la sua campagna sui media, e grazie agli incontri organizzati nei quartieri. Chiunque ha la possibilità di avvicinarci: siamo aperti alle domande, in qualsiasi momento. Sono contrario a una campagna aggressiva, non è il mio stile. E ho chiesto ai candidati di fare lo stesso.

5. Us e Verdi si sono riuniti. Ma la dialettica all’interno di Us farà bene o male?

Dosi : Siamo un gruppo in cui la dialettica è ai massimi livelli. È storico, ma lo abbiamo dimostrato nell’ultimo quadriennio. Non c’è una votazione in cui si sia votato tutti allo stesso modo: ciò è un pregio, ma può essere un limite. Non dico neppure che sia la soluzione giusta: ogni tanto sarebbe bene adottare una linea un po’ più unitaria, soprattutto sui temi importanti. La riunione con i Verdi l’ho voluta tantissimo, perché credo sia il logico risultato di quanto fatto negli ultimi quattro anni. Era sbagliato disperdere le forze. Chiaro: tra i candidati al Municipio ci sono personalità, idee, visioni diverse di quello che è la politica. Sull’approccio, concordo con Musso, trovo profondamente giusto proporsi e non attaccare. Ma bisogna avere anche la possibilità di smarcarsi. Anch’io non sono un guerrafondaio, ma ho l’esigenza di far capire perché mi sono candidato; e devo dire che quello che c’è stato finora non mi va bene. Se l’attacco è politico, penso sia giustificato.

6. ‘Benvenuta impresa’. Il ‘caso’ Bravofly. Dove sta il futuro economico di Chiasso?

Musso : Negli anni 50 mio papà è venuto qui a lavorare come stagionale. C’era bisogno dello straniero, che si ambientava e percepiva un salario abbastanza simile a quello locale. L’economia era in crescita. I tempi poi sono cambiati. Ora l’Europa bene o male impone determinate cose, la prima è la libera circolazione delle persone. Quindi il mercato si è molto liberalizzato. Non si può farne una colpa al Municipio o alla città. Bravofly: è arrivata grazie a questa situazione. Non voglio né difenderla, né attaccarla. Ai loro occhi l’operazione è stata semplice: trasferire società e dipendenti. Del resto, Chiasso può offrire spazi per uffici. E ciò ha dato modo di sistemare anche alcuni stabili. Non trovo giusto, però, che non ci siano salari adeguati. C’è infatti chi agisce bene, e chi cerca il profitto assoluto a breve e poi se ne va. Siamo un paese di frontiera. Una frontiera che ci ha cambiato ancora una volta la vita.

Dosi : Siamo passati nel giro di 30/40 anni da una cittadina in cui erano attivi le Regie federali e i servizi bancari a oggi. Con le Ffs e la Posta che hanno completamente abbandonato la piazza, almeno a livello di personale; mentre le banche hanno tolto tanti servizi e le voci non sono molto positive. Ci ritroviamo con superfici da affittare, in cui si sono insediate delle agenzie digitali, come Bravofly, che da un lato hanno il pregio di ‘occupare’ uno spazio e di contribuire innanzitutto alla ricchezza del proprietario, e, tramite la tassazione, del Comune. Dall’altro, però, iniziative come ‘Benvenuta impresa’ promuovono i vantaggi, giusti, di Chiasso e del Ticino, ma non parlano in alcun modo della difesa dei lavoratori. E da quel punto di vista credo si debba fare un passo in avanti. Se si informa sul fatto che, da Codice delle obbligazioni, nel primo mese di prova una persona può essere licenziata dall’oggi al domani, si fa già capire da che parte si sta. Si deve rivedere il paradigma e iniziare a pensare che sia il caso di puntare su quei settori che favoriscono l’impiego della manodopera locale. Quello che il Comune ha fatto favorendo, ad esempio, l’insediamento dei servizi dell’Osc è la direzione giusta. Le piccole ‘start up’ che investono sul territorio: ecco lì il Comune può intervenire, sostenendole.

Insomma, bisogna cambiare le regole?

Dosi : Bisogna puntare sulla responsabilità sociale di queste ditte. Realtà come Bravofly sono entità astratte dalla città.

Musso : Eppure so che per loro si preparano 4-500 pasti al giorno. C’è un indotto. E arrivano in treno: non creano problemi di traffico. Certo non potranno mai assumere personale svizzero: con quegli stipendi qui non vivi. Anche se so di persone che hanno chiesto di essere prese.

Dosi : Con la doverosa premessa che il Municipio si è adoperato per non far riconoscere la Bravofly come agenzia viaggi, bensì come agenzia digitale per non sottoporla al Contratto normale di lavoro.

Musso : Per evitare che se ne andasse. D osi : Così privilegiamo l’imprenditore piuttosto che il lavoratore. Se fosse sottoposta a Contratto normale qualche ticinese potrebbe avvicinarsi. Musso : Non la difendo: la realtà è quella che è.

7. I richiedenti l’asilo tornano a essere un tema caldo. La Confederazione è alla ricerca di soluzioni logistiche provvisorie, come quella dei prefabbricati nel Quartiere Soldini (fino a ieri, cfr. pagina 19). E la Lega è partita all’attacco. Controproposta la Perfetta. Cosa ne pensate?

Musso : La Confederazione non chiuderà mai il Centro: è a Chiasso e ci resterà. E dovendolo sistemare, altre opportunità non ce ne sono. Ingoio il boccone. Basta chiedere delle garanzie (e so che il Municipio si è attivato). Se avessero costruito là, in via Soldini, magari avrei reclamato anch’io. Accetto la realtà.

Dosi : La Lega sta strumentalizzando il problema a fini meramente elettorali per suscitare reazioni di pancia. Musso ha detto bene: il Centro è da ristrutturare. In fondo abbiamo ospitato profughi al Lazzaretto per anni. L’idea della Perfetta, invece, la trovo francamente orripilante. Primo non è una struttura pensata a quello scopo; secondo sarebbero in una realtà che non è pronta ad avere a che fare con queste persone, che hanno necessità precise e vanno trattate in un determinato modo. Noi a Chiasso ci conviviamo da sempre e, al di là di quei pochi episodi, non abbiamo mai avuto problemi.

8. A proposito di visioni territoriali: non è ora di intavolare di nuovo il discorso delle aggregazioni con il Basso Mendrisiotto?

Musso : Il Plr a livello distrettuale in questi anni ha riaffrontato il tema. Dieci o 12 anni orsono, prima che se ne parlasse, in un mio scritto indicavo in un Comune da Chiasso a Bissone il territorio ideale. Il Comune unico, però, è troppo complesso da realizzare oggi. Mi chiedo: in questi anni non possiamo davvero pensare al Basso Mendrisiotto, includendo anche Breggia? Noi ci siamo. Per aggregarsi bisogna essere in due: che qualcuno si faccia avanti. I benefici? Territoriali (penso ai Piani regolatori) e gestionali (penso ai Consorzi).

Dosi : Riprendo dai Consorzi: tutto viene gestito senza un controllo dell’ente pubblico, che paga. Non può continuare a funzionare. Per quanto riguarda le sezioni di Sinistra del Basso Mendrisiotto abbiamo creato un luogo di incontro e discussione sui temi sovracomunali. Rovesciamo la prospettiva: ai tempi della passata fusione si era rimproverato di averla fatta calare dall’alto, allora cominciamo a collaborare dal basso, concretamente. E a livello di cultura, di scuole, di ecocentri. Sui Piani regolatori, poi, è evidente che ciascuno difenda il suo.

9. Siate visionari: come va riconvertita l’area ferroviaria dismessa?

Musso : Mi auguro, innanzitutto, che arrivi il Centro della moda. Di certo sarebbe un bene riuscire a rioccupare un po’ di quello spazio e collegare il Quartiere Soldini al centro città. L’importante è far sì che non venga costruito di tutto e di più.

Dosi : Io ci vedo un bellissimo parco pubblico, aree di svago. Tutto ciò che ci è stato sottratto fra strada e ferrovia restituirlo quale sorta di risarcimento danni alla popolazione. Una riqualifica godibile a favore dei cittadini. L’obiettivo dei 10mila abitanti non è strategico. Prima garantiamo la qualità di vita agli abitanti attuali.

(Intervista pubblicata sulla Regione del 8 marzo 2016, pagina 20)

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