Chiasso è unica

Ho scritto questo articolo per il numero di marzo di Confronti: una breve e sommaria analisi dell’origine dei problemi che interessano la nostra cittadina. 

Chiasso è una cittadina di più di 8000 abitanti alla frontiera con l’Italia e, di conseguenza, con l’Unione europea, che si confronta giornalmente con i lati positivi e negativi derivanti dalla sua posizione geografica.

Da sempre ha tratto giovamento dai commerci e della forza della sua piazza finanziaria (la seconda del cantone per importanza): nel secolo scorso sono fiorite le case di spedizione, i commercianti si sono arricchiti con la vendita di cioccolato, zucchero, dadi, sigarette e benzina, le banche hanno aperto i loro forzieri ai cittadini italiani che volevano mettere al sicuro i loro averi (non sempre in maniera limpida peraltro) e le ditte di metalli preziosi hanno fatto fortuna.

Dalla fine degli anni ‘90 la situazione è cambiata: la piazza finanziaria si è indebolita, le case di spedizione sono diminuite, i piccoli commerci sono quasi del tutto spariti. Sul piano cantonale si è pensato di creare le condizioni quadro per attirare nuove attività attraverso incentivi, sgravi fiscali, messa a disposizione del nostro territorio… Il risultato è sotto gli occhi di tutti: capannoni ovunque, attività a scarso valore aggiunto, scarsi sbocchi professionali per i Ticinesi, e chi più ne ha, più ne metta.

In questa costellazione, Chiasso ha seguito l’andamento generale ed è entrata in sofferenza: la contrazione del gettito fiscale delle persone giuridiche (basti pensare che quello del solo settore bancario è sceso di più di 10 milioni di franchi) ha tolto carburante all’economia chiassese, e i suoi amministratori si sono trovati in difficoltà.

Al di là dei problemi economici, Chiasso patisce anche per scelte strategiche e politiche sbagliate: negli ultimi anni ha perso forza e rappresentatività nei consorzi e negli enti più importanti del Mendrisiotto, e nell’ultima legislatura è stata chiamata per ben tre volte alle urne per esprimersi contro progetti municipali. Un unicum, reso ancora più speciale dal fatto che la cittadinanza ha sconfessato in tutte e tre le occasioni il proprio esecutivo (e il Consiglio comunale), a maggioranza assoluta liberale radicale. All’origine di queste tre votazioni un fronte politico costituito da esponenti di Unità Socialista, I Verdi e PPD.

La vicinanza dell’Unione europea ha portato a Chiasso persone di una sessantina di nazionalità: una ricchezza umana che i Chiassesi hanno sempre dimostrato di saper accogliere senza particolari problemi. Certo, la quotidianità presenta ogni tanto qualche aspetto negativo, ma il bilancio è sicuramente più che positivo.

La posizione geografica e l’esistenza di alloggi a pigione moderata sono però all’origine di due problemi cui Chiasso non deve essere chiamata a far fronte da sola: l’esplosione dei costi per l’assistenza sociale e le spese per i corsi di lingua per gli alloglotti. L’intero cantone dovrebbe sostenere Chiasso in questi settori, evitando di farle pagare da sola le contingenze che hanno determinato questa situazione.

Alle prossime elezioni comunali la Sinistra si ripresenta unita ai Verdi: è il risultato naturale scaturito da quattro anni di collaborazione e di lavoro comune su molti temi. Assieme si può e si deve ridare a Chiasso importanza e dignità: Chiasso deve essere una cittadina a misura di persona, conscia della propria forza, attenta all’ambiente e alla sicurezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *