Chiasso e i richiedenti l’asilo

Un grande allenatore tuttora in attività lo definirebbe il “rumore dei nemici”: ossia quel vociferare, ammiccare, accennare… riportato ad arte dalla stampa per insinuare il dubbio, creare problemi laddove non ce ne sono, mettere in allarme la popolazione…
Mi riferisco a un articolo apparso di recente sul Corriere del Ticino che riporta voci su non meglio precisati blog circa il futuro della convivenza fra Chiasso e i richiedenti l’asilo. Un articolo che dà risalto a voci e mugugni espressi qua e là nel web e accenna a possibili problematiche che forse potrebbero sorgere nel caso in cui… Insomma, un avvertimento, un’ammonizione, una messa in guardia rispetto a qualcosa che potrebbe succedere, ma che potrebbe anche non verificarsi. E che non mi trova d’accordo! Nessuno può negare che a Chiasso ci siano (stati) problemi con i richiedenti l’asilo, soprattutto in tempi recenti a seguito delle crisi siriane, egiziane, libiche… Ma la nostra cittadina e la sua popolazione hanno da sempre dimostrato di essere ben disposte verso i richiedenti l’asilo e li hanno accolti e ospitati con generosità. Basta girare per le strade e chiedere alle persone (e non ai blog) per rendersene conto. In questo senso, nell’ultimo decennio molto è stato fatto per favorire una sana convivenza con il centro di via Motta: basti pensare al progetto voluto dalla sinistra chiassese e volto a impiegare i richiedenti l’asilo in lavori di pubblica utilità. Un progetto inizialmente inviso a molti e che ora, promosso dalla Confederazione, è stato esportato anche in altri comuni, favorendo una migliore comprensione fra individui e garantendo forza lavoro supplementare ai comuni.
La verità quindi è che Chiasso vivrà la ristrutturazione del centro senza pregiudizi e senza dare ascolto alle cassandre provenienti da blog e social media. E come sempre affronterà le situazioni che si presenteranno con pazienza ed equilibrio. Perché la sua popolazione è abituata a stare al fronte…del mondo reale, e non virtuale.

4 pensieri su “Chiasso e i richiedenti l’asilo

  1. Theo Mossi

    Caro Davide,
    la complessità del mondo a volte mi paralizza. Allora provo a interrogarmi sui singoli problemi. Mi rendo conto che tutto è “singolare”, ma che tutto è anche in relazione. Forse la politica non può e/o non vuole tener conto di questa complessità.
    Paure, pregiudizi e intolleranza abitano molti esseri umani. Me compreso. Quello che più detesto di certa politica è proprio la strumentalizzazione di questi sentimenti. Alla destra populista piace rimestare nel torbido. I capri espiatori sono il suo forte.
    Spesso la sinistra è territorio di buonismo e psicologismo. Anche queste attitudini non aiutano a risolvere i problemi reali.
    L’attaccamento ai cadreghini non fa invece differenza. È un’attitudine transpartitica.
    Alle politiche voterò scheda bianca perché non mi riconosco in nessun partito. Il menopeggio mi ha stancato.
    Farò comunque il “tifo” per te, perché ti so sincero e capace di ascoltare. Merce molto rara di questi tempi.
    Grazie Davide
    Theo Mossi

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    1. Davide Dosi Autore articolo

      Caro Theo,
      concordo in toto (anche con la tua decisione di votarmi…eh eh eh). Potrei scrivere per ore sui temi che hai toccato (si, lo so, anche tu ne saresti in grado), quindi mi limiterò a tenermi stretti i tuoi spunti. A mio modo di vedere la politica ha un vizio di fondo: deve affrontare e rendere comprensibili problemi molto complessi. E l’aspetto più terribile è pensare di poterli risolvere nel nostro piccolo. Però da qualche parte bisogna iniziare: quindi prima di divenire capo assoluto del mondo e sistemare le cose, mi butto in questa elezione con tanto entusiasmo 🙂
      Cari saluti
      Davide

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  2. Silvano Molteni

    Bravo Davide non dobbiamo avere paura di dire queste cose. Siamo di sinistra e con orgoglio anche se con i piedi ben piantati per terra difendiamo i più deboli.

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