Insieme per la posta di Boffalora

Nell’edizione di ieri del Mattino della domenica (p. 11), la Consigliera Nazionale Roberta Pantani accusa la sinistra chiassese e, pur senza citarmi apertamente, il sottoscritto di condurre una battaglia autonoma per la difesa dell’ufficio postale di Boffalora. In realtà credo che sia bene chiarire un paio di punti, a mio avviso importanti.
1) il municipio di Chiasso, di cui la signora Pantani fa parte, è stato informato dalla Posta circa le sue intenzioni di chiudere l’ufficio postale in questione parecchio tempo prima della nostra decisione di raccogliere le firme. Evidentemente, se all’esecutivo o a qualche suo membro la proposta non fosse parsa sensata, avrebbe potuto armarsi di fogli e penna, e girare per Chiasso a raccogliere le firme
2) l’Unità socialista ha promosso una petizione che ha riscontrato grande adesione da parte della popolazione, di qualsiasi colore partitico (anche di quella apartitica)
3) l’Unità socialista ha collaborato con tantissime persone che gentilmente si sono messe a disposizione per dare una mano, non guardando al partito di appartenenza: tanto è vero che alcuni colleghi di partito della signora Pantani ci hanno sostenuto di persone nella raccolta
4) il sottoscritto si è rivolto alla signora Carobbio, certamente per affinità politica, ma soprattutto perché presidente della deputazione ticinese.
5) visto però che errare è umano, e anche noi in buona fede potremmo avere sbagliato, invito a nome dell’Unità socialista chiassese la Consigliera nazionale a unirsi alla protesta della popolazione chiassese (non del nostro gruppo) nei modi e nei tempi che riterrà opportuni.
Noi vogliamo unicamente che l’ufficio postale di Boffalora resti aperto e continui a servire la popolazione di Chiasso e dei comuni limitrofi

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