Ozono e attività sportive

I valori dell’ozono sono alle stelle e il grafico a fondo pagina testimonia l’evoluzione nell’ultima settimana a Chiasso (solo a titolo esemplificativo, dato che in diverse stazioni del Sottoceneri la situazione è simile, se non addirittura peggiore).
Ieri i nostri ragazzi, dopo aver raggiunto le sedi delle manifestazioni sicuramente con i mezzi pubblici (alla stessa stregua dei loro genitori), hanno disputato le loro partite nei vari campionati per lo più durante l’orario di massima concentrazione dell’ozono (la punta è stata di 178, dopo che il giorno precedente erano stati toccati i 199 microgrammi per metro cubo). A proposito dell’attività all’aperto, il Gruppo operativo sanità e ambiente afferma: “Tra i 180-240 μg/ m3: Possibilità di riscontrare sintomi tipici, come irritazioni delle mucose che si manifestano attraverso bruciore agli occhi, irritazioni alla gola, senso di oppressione toracica, dolori al respiro profondo, capacità polmonare ridotta, reazioni infiammatorie nelle vie respiratorie, amplificazione delle allergie (pollini, acari), riduzione della performance fisica in gruppi sensibili. Un‘attività fisica eccessiva all‘aperto da parte di bambini, giovani e persone sensibili causa una riduzione della capacità polmonare del 5-10%.”

La domanda sorge dunque spontanea: in casi come questi, non sarebbe meglio rinviare le partite e sospendere le attività agonistiche? Non potrebbe essere l’occasione giusta per sensibilizzare giovani e genitori rispetto agli effetti nocivi di quanto respiriamo? Oppure chissenefrega, andiamo avanti così e attendiamo tempi migliori? Io la butto lì, anche fosse solo una provocazione…

(Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana)

(Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana)

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