Nel bosco

Il mio saluto all’inaugurazione della 12a edizione di ChiassoLetteraria

Amiche e amici di Chiasso Letteraria,
un tema letterario come quello proposto quest’anno, nel bosco, è un invito a riflettere sulla condizione odierna dell’uomo, della natura e del nostro pianeta.
Il bosco, la selva, la foresta sono elementi da sempre utilizzati dagli scrittori per scrutare nel profondo l’uomo, la sua coscienza, i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Come per il mare, che ha fatto da filo rosso dell’edizione del 2011, numerosi sono gli studi che si sono preoccupati di analizzare gli elementi naturali e il rapporto tra uomo e natura nella letteratura.
Cosa significa ragionare sul bosco oggi a Chiasso? Sicuramente riflettere sul significato, il futuro e la valorizzazione del Penz, la collina che sovrasta la nostra cittadina e che i partecipanti alla passeggiata domenicale scopriranno in alcune sue declinazioni originali: un bel momento per Chiassesi e non di conoscere aspetti poco noti della storia recente della nostra cittadina e una risorsa ancora ignota a troppe persone.
Ma, al di là di questo momento “ricreativo”, il tema del bosco ci permette di interrogarci sulla nostra realtà di cittadina di confine, confrontata con diversi problemi di ordine sociale, ma, o forse sarebbe meglio dire, e di conseguenza, viva, umana, sensibile.
Infatti il bosco può essere inteso nella sua accezione positiva di ambiente più o meno incontaminato, idilliaco, brulicante di vita e luogo di pace; ma può essere anche visto come luogo oscuro, difficilmente penetrabile, misterioso, inquietante.
Il bosco può essere assunto a paradigma della natura che vive secondo regole proprie, che si sottrae all’ordine imposto dall’uomo nella sua gestione e pianificazione del territorio: possiamo tentare di dargli un ordine, di orientarlo, ma alla fine troverà sempre il modo di emergere secondo una modalità cui l’uomo non aveva pensato.
La soluzione quindi è quella di imparare a conoscerlo e a conviverci: e questo può essere preso ad emblema della nostra società. Non tutto è regolabile, non tutto è riducibile a una norma: dobbiamo quindi sforzarci, come esseri umani, di entrare nel bosco, anche quello buio, e cercare di capire cosa nasconde.
Certo, questa è la via più difficile: possiamo sempre restare al di fuori e tentare di tagliare i rami degli alberi che cercano la luce e una vita all’esterno del bosco. Ma alla fine non capiremo mai cosa spinge quegli alberi a percorrere nuove vie per garantirsi la sopravvivenza.
Approfittiamo dunque di questo festival per cercare di andare a fondo di noi stessi e della nostra società. A nome del municipio, ringrazio tutti coloro che si adoperano alla sua riuscita: il comitato, tutti i collaboratori e volontari, il Centro Culturale Chiasso, l’Ufficio tecnico comunale, gli sponsor. Non è da tutti avere un festival letterario, men che meno di qualità come quello che si apre questa sera. Chiasso deve esserne orgogliosa, così come deve essere fiera di quello che è: il vigore culturale fa da contraltare a problemi che non vanno taciuti e danno alla nostra cittadina quell’immagine irrequieta che è sintomo di una vita vissuta fino in fondo, nel bene e nel male.
Armati di torcia addentriamoci quindi fiduciosi nel bosco, facciamoci guidare dalle guide esperte e chiediamoci continuamente se il sentiero imboccato è quello giusto.
Buon festival a tutti

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