Per il Mendrisiotto e la Sinistra unita

One”, cioè uno o una. Da questa cifra normalmente ha inizio la numerazione, ossia, per estensione, si determina tutto ciò che è misurabile. L’ho scelta perché è una straordinaria canzone d’amore, che, spero non me ne vogliano gli U2, esprime alla perfezione la sinistra, i suoi travagli, il suo modo di essere. Dice infatti: «Noi stiamo insieme, ma non siamo uguali». E ancora: “Noi siamo uno, ma non siamo gli stessi” oppure «Ci feriamo l’un l’altro, poi lo facciamo di nuovo».

Non voglio annoiarvi con la mia biografia: chi è curioso troverà nel web le risposte alla maggior parte delle sue domande, vale a dire se sono sposato (sì, lo sono), se ho figli (sì, ho due figlie), se lavoro (sì, sono direttore della Biblioteca universitaria Lugano e membro del comitato di Bibliosuisse, l’associazione nazionale dei bibliotecari), se ho qualche hobby, se faccio volontariato, se, se, se…

Mi propongo a voi e agli elettori perché il Mendrisiotto ha bisogno della Sinistra: alle recenti elezioni cantonali, nonostante la presenza e gli ottimi risultati personali di Ivo e Anna, il nostro partito ha patito in termini percentuali. Vi sono numerosi candidati momò per il Nazionale, quattro solo di Chiasso, tra cui l’amica Jessica Bottinelli per I Verdi: segno che a livello federale si discutono temi importanti per la nostra regione. E noi socialisti non possiamo permetterci di lasciare campo libero alle politiche e idee altrui.

Ciò non vuol assolutamente dire che il sottoscritto ritenga il Mendrisiotto l’ombelico del mondo: dopo aver studiato a Friburgo, ho lavorato a Winterthur, per 14 anni a Bellinzona e da 6 sono a Lugano; ho girato il Cantone quale allenatore di calcio e annualmente organizzo una colonia in Leventina. Penso quindi di essere un buon conoscitore del Ticino e dei suoi problemi. E, grazie ai differenti progetti nazionali cui partecipo per l’USI, mi ritengo anche un buon conoscitore della Svizzera e delle sue dinamiche.

Mi metto a disposizione portando l’esperienza unitaria di Chiasso, dove tutta la sinistra e I Verdi collaborano e lavorano assieme. Credo fortemente che la sinistra debba essere unita: dal mio punto di vista non esiste un “più di” o “più a” sinistra, che già di per sé, con il “più”, introduce un rapporto di forza contrario a uno degli ideali della sinistra: l’uguaglianza. E se si è uguali, non si può esse più o meno.
Ci sono ideali in cui si riconoscono tutte le donne e tutti gli uomini di sinistra: l’uguaglianza, appunto, la libertà, la solidarietà, la giustizia sociale, la parità di genere, giusto per indicarne alcuni. E poi ci sono le sensibilità individuali, queste sì differenti, che magari ci fanno fare scelte di campo diverse. Ed è qui che ci spacchiamo, che regaliamo la vittoria ai nostri avversari politici: ogni differenza di vedute è vissuta come un dramma. Personalmente sono invece convinto che tutto ciò sia molto arricchente. Dobbiamo imparare ad accettare che anche dalla nostra parte, a sinistra, ci possano essere visioni puntuali discordanti, evitando che si sfoci in processi alle streghe o agli stregoni. D’altronde la tolleranza è un altro dei nostri valori, o almeno idealmente dovrebbe esserlo.

I temi che mi stanno a cuore? Molti, ed è impossibile snocciolarli tutti in questi pochi minuti. Mi concentro quindi solo su alcuni: proveniendo dal Mendrisiotto, direi la sicurezza, un tema che abbiamo lasciato alla destra ma di cui dobbiamo riappropriarci, abbinandolo alla componente sociale; poi il lavoro, con tutte le derive del precariato e del dumping salariale e il ruolo delle ex Regie federali; l’ambiente (e non potrebbe essere altrimenti), con problemi quali il traffico, l’inquinamento, la realizzazione della terza corsia fra Lugano e Mendrisio (da bloccare in tutti i modi), la continuazione di Alptransit a sud di Lugano in tempi rapidi; la conciliabilità lavoro-famiglia; il congedo parentale; e per finire, l’educazione a tutti i livelli, la formazione professionale, la ricerca scientifica e la cultura: temi fondamentali per il futuro dei nostri giovani e del nostro Paese, per i quali a livello federale vengono poste le fondamenta, all’immagine ad esempio del prossimo messaggio sulla cultura ora in consultazione.

In conclusione, voglio ringraziare di cuore la mia famiglia (oggi purtroppo assente per altri impegni), e in particolare mia moglie, per la sua vicinanza, e le compagne e i compagni del Mendrisiotto che in queste settimane mi hanno fatto sentire il loro sostegno. A tutte e tutti voi garantisco il massimo impegno per il nostro partito e i nostri ideali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *