Oltre i campanili, problemi comuni

Chiasso mette a disposizione del basso Mendrisiotto, delle sue società e dei suoi cittadini numerose strutture sportive e culturali: il Palapenz, la piscina, la pista del ghiaccio, la pista di atletica, i campi da tennis, la biblioteca comunale, il teatro, lo Spazio officina, il museo, giusto per citarne alcuni. Per la sola ristrutturazione dell’unico palazzetto dello sport distrettuale, l’esecutivo ha appena licenziato un messaggio di più di 5 milioni di franchi. A livello di socialità, Chiasso ha lanciato e sostiene tuttora progetti di cui beneficiano anche persone che abitano al di fuori dei suoi confini. Strutture e servizi sono stati creati quando la situazione finanziaria del comune era rosea, provocando forse qualche invidia e malumore. La Chiasso di oggi e domani è chiamata a gestire al meglio la Chiasso di ieri, con minori mezzi finanziari, cercando nuove alleanze e collaborazioni. I comuni limitrofi, dal canto loro sembrano però rallegrarsi delle difficoltà della cittadina: recentemente, sulla Regione dello scorso 20 novembre, i loro sindaci hanno orgogliosamente sottolineato come la loro situazione finanziaria sia talmente buona da consentire loro di proporre una riduzione del moltiplicatore, senza disdegnare qualche stoccatina alla cittadina di confine, che evidentemente dev’essersi macchiata di qualche peccato originale. La campagna per le prossime elezioni comunali è già iniziata e questo fa parte del gioco.

Al di là delle provocazioni, penso non possa sfuggire ad alcuno che una Chiasso in difficoltà indebolisca tutto il basso Mendrisiotto e non giovi a nessuno. I veri problemi del nostro territorio non sono il moltiplicatore aumentato o diminuito di tre punti, ma il lavoro, il traffico, l’inquinamento, la pianificazione, i collegamenti ferroviari: temi sui quali stentiamo a farci ascoltare, per non dire che siamo quasi ignorati. Le decisioni vengono prese a un piano superiore e noi tendenzialmente le subiamo. Sarebbe ora di mettere da parte orgoglio e campanili, e di immaginare qualcosa di nuovo, coeso e forte, in grado di ridare credibilità a una regione sempre più emarginata. Personalmente non mi accontento di amministrare nel migliore dei modi ciò che ho ereditato da chi mi ha preceduto. Non è questo che si aspettano i nostri cittadini. Dobbiamo guardare avanti, allargare gli orizzonti, oltrepassare i confini comunali ed entrare finalmente nel secondo millennio, affrontando di petto i problemi e non nascondendo la testa sotto la sabbia o dietro a un moltiplicatore. Al di là della propaganda, tutti i comuni sono in difficoltà e devono affrontare progetti impegnativi, ristrutturazioni sempre rimandate, ammodernamenti,… Gli specchietti per le allodole sono pericolosi, sarebbe ora di rimuoverli. 

(Pubblicato sulla Regione del 26.11.2019)

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