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La Chiasso del futuro

“Uno per tutti, tutti per uno” è il motto della Svizzera che campeggia sulla volta di Palazzo federale: sarebbe tempo di realizzarlo anche alle nostre latitudini, per dare alla nostra regione e ai suoi cittadini un futuro migliore.

Su La Regione di oggi trovate un mio contributo e la mia visione sulla Chiasso del futuro 
https://www.laregione.ch/…/di…/1422464/la-chiasso-del-futuro

Oltre i campanili, problemi comuni

Chiasso mette a disposizione del basso Mendrisiotto, delle sue società e dei suoi cittadini numerose strutture sportive e culturali: il Palapenz, la piscina, la pista del ghiaccio, la pista di atletica, i campi da tennis, la biblioteca comunale, il teatro, lo Spazio officina, il museo, giusto per citarne alcuni. Per la sola ristrutturazione dell’unico palazzetto dello sport distrettuale, l’esecutivo ha appena licenziato un messaggio di più di 5 milioni di franchi. A livello di socialità, Chiasso ha lanciato e sostiene tuttora progetti di cui beneficiano anche persone che abitano al di fuori dei suoi confini. Strutture e servizi sono stati creati quando la situazione finanziaria del comune era rosea, provocando forse qualche invidia e malumore. La Chiasso di oggi e domani è chiamata a gestire al meglio la Chiasso di ieri, con minori mezzi finanziari, cercando nuove alleanze e collaborazioni. I comuni limitrofi, dal canto loro sembrano però rallegrarsi delle difficoltà della cittadina: recentemente, sulla Regione dello scorso 20 novembre, i loro sindaci hanno orgogliosamente sottolineato come la loro situazione finanziaria sia talmente buona da consentire loro di proporre una riduzione del moltiplicatore, senza disdegnare qualche stoccatina alla cittadina di confine, che evidentemente dev’essersi macchiata di qualche peccato originale. La campagna per le prossime elezioni comunali è già iniziata e questo fa parte del gioco.

Al di là delle provocazioni, penso non possa sfuggire ad alcuno che una Chiasso in difficoltà indebolisca tutto il basso Mendrisiotto e non giovi a nessuno. I veri problemi del nostro territorio non sono il moltiplicatore aumentato o diminuito di tre punti, ma il lavoro, il traffico, l’inquinamento, la pianificazione, i collegamenti ferroviari: temi sui quali stentiamo a farci ascoltare, per non dire che siamo quasi ignorati. Le decisioni vengono prese a un piano superiore e noi tendenzialmente le subiamo. Sarebbe ora di mettere da parte orgoglio e campanili, e di immaginare qualcosa di nuovo, coeso e forte, in grado di ridare credibilità a una regione sempre più emarginata. Personalmente non mi accontento di amministrare nel migliore dei modi ciò che ho ereditato da chi mi ha preceduto. Non è questo che si aspettano i nostri cittadini. Dobbiamo guardare avanti, allargare gli orizzonti, oltrepassare i confini comunali ed entrare finalmente nel secondo millennio, affrontando di petto i problemi e non nascondendo la testa sotto la sabbia o dietro a un moltiplicatore. Al di là della propaganda, tutti i comuni sono in difficoltà e devono affrontare progetti impegnativi, ristrutturazioni sempre rimandate, ammodernamenti,… Gli specchietti per le allodole sono pericolosi, sarebbe ora di rimuoverli. 

(Pubblicato sulla Regione del 26.11.2019)

La cultura dei grandi e dei piccoli

Nelle ultime settimane il Caffè della domenica ha dedicato ampio spazio alla cultura, il che di per se è un fatto assolutamente positivo. È bene che l’opinione pubblica dibatta di questo tema, spesso confinato ai margini.

Nell’ultima edizione si è parlato dello statalismo della Sinistra in questo campo, mettendo in discussione i finanziamenti di Stato e magnificando il ruolo dei privati e delle fondazioni.

Certo il mio è un parere di parte (sono un esponente di Sinistra), ma è anche quello di una persona che si occupa quotidianamente di cultura nell’ambito della propria attività di municipale. Nella nostra realtà di Chiasso, che può vantare riconoscimenti importanti come il Premio Doron, attribuito per attività innovative e di pubblica utilità, ed è apprezzata anche al di fuori dei confini nazionali, il finanziamento pubblico è fondamentale: comune e Cantone garantiscono gran parte delle sovvenzioni di cui m.a.x. museo, Cinema Teatro e biblioteca necessitano. Il sostegno dei privati, certo importante e sicuramente molto apprezzato, è minimo e va strappato con le unghie. Sempre più difficile è infatti il coinvolgimento di mecenati e fondazioni in realtà piccole come quelle del nostro Cantone: sponsor privati e fondazioni sono interessati ai grandi eventi, alle grosse realtà, a chi dà visibilità. Chi cerca di fare cultura con numeri più piccoli deve arrabattarsi, pena l’estinzione. Se si vuole permettere alle piccole realtà di sopravvivere, il sostegno pubblico è imprescindibile. A meno che non si voglia rinunciare ad esse, ma questa non sarebbe una grande difesa della cultura, bensì degli interessi maggiori. 

Ampio spazio quindi alle sinergie fra pubblico e privato, che possono solo avere un impatto positivo sul settore e garantirgli una più ampia autonomia, ma ben venga anche lo statalismo della Sinistra, se questo significa adottare criteri qualitativi per l’erogazione dei sussidi, spingere gli attori culturali a lavorare secondo standard riconosciuti e garantire la pluralità delle voci sostenendo le piccole realtà con un occhio attento alle periferie. E se qualche fondazione ha voglia di investire a Chiasso, noi l’aspettiamo a braccia aperte.