Per una politica delle idee e dei contenuti

In piena campagna elettorale risulta difficile fermarsi e riflettere su quanto si sta facendo: si corre a destra e a manca per promuovere la propria candidatura, si buttano giù due righe per essere presenti sui giornali, si cerca lo slogan ad effetto… E ci si dimentica magari di dare sostanza e contenuti alla propria azione oppure si trascurano impegni assunti in passato. Si dice che così vanno le cose. Sarà, ma questo modo di fare non mi appartiene per nulla. Sono anzi convinto che il modo migliore per promuovere le proprie idee sia quello di lavorare bene nel nostro piccolo, svolgendo al meglio i compiti che ci siamo assunti o che la comunità ci ha delegato. È chiaro che in una campagna elettorale ci si deve far conoscere, ma che a questo altare venga sacrificato tutto il resto mi sembra un effetto profondamente perverso.

Questo fenomeno è strettamente legato a quello dei tuttologi, ossia alle persone che pensano di essere in grado di discutere di economia, trasporti, lavoro e finanza senza colpo ferire. Quanti esperti di finanza abbiamo scoperto di avere in Ticino dall’abbandono della soglia franco-euro???? In realtà, quando si ragiona sulla disaffezione della gente nei confronti della politica, credo che si debba considerare l’insoddisfazione di parte della popolazione nei confronti di questo carrozzone viaggiante fatto di tante parole e di poca sostanza. La legge della semplificazione a tutti i costi si è impossessata di tutto: dai giornali ai politici è una corsa continua verso il vuoto. Fermarsi, riflettere, dare credito alle persone preparate, ascoltare. Ogni tanto il silenzio vale più di mille parole.

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