Ufficio postale di Boffalora

In una recente dichiarazione rilasciata alla Regione, il sindaco di Chiasso Moreno Colombo ha sostenuto che l’apertura di un’agenzia al posto dell’ufficio postale di Boffalora può avere anche lati positivi, citando l’orario continuato sul mezzogiorno e l’accessibilità a persone disabili e a mamme con carrozzine.

Al di là del fatto che l’ufficio postale in questione è già oggi facilmente accessibile alle persone con carrozzine (non sempre spinte dalle mamme), mi preme sottolineare che chi ha proposto la raccolta firme in difesa dell’ufficio non ha nulla contro le agenzie, che anzi in alcuni contesti possono effettivamente rivelarsi assolutamente adeguate: quella di Pedrinate o della Valle di Muggio ne sono certamente un buon esempio. Diverso è però il discorso legato a Boffalora. Un quartiere popoloso già di suo, che sta vedendo sorgere un complesso di un centinaio di appartamenti a trecento metri di distanza dalla posta e altre palazzine poco più in là. Come già espresso in altre sedi, l’ufficio postale di Boffalora serve gli abitanti del quartiere Soldini e di altri comuni confinanti come Morbio Inferiore (in particolare Balbio) e Balerna (Bisio). Ma al di là di questo mal si comprende come si possa voler attirare nuovi abitanti (si è parlato di obiettivo 10’000 abitanti nel 2020) permettendo che vengano tolti servizi senza colpo ferire; oppure invitando addirittura a valutarne i lati positivi.

Francamente sono meravigliato da così tanta arrendevolezza. Il Gigante Giallo magari non cambierà opinione, ma i cittadini di Chiasso devono far sentire forte la loro voce di protesta.

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