Il mio discorso a ChiassoLetteraria

Amiche e amici di Chiasso Letteraria,
è per me una grande emozione essere qui a darvi il benvenuto a nome del Municipio di Chiasso.
Il tema del festival, “seconda classe”, mi ha fatto pensare ai diversi modi in cui si può declinare questa espressione: per un ferroviere, come mio padre, o per un pendolare, come me, significa una carrozza un po’ più scomoda, ma decisamente più a buon mercato; nella sua trasposizione nel gergo sportivo, si parlerebbe di “serie b”, e qui i collegamenti sono facili e immediati.
L’undicesima edizione di ChiassoLetteraria ci invita a ragionare sulle disparità socio-economiche e l’accessibilità ai diritti fondamentali, e sono convinto che Chiasso sia il miglior luogo in Svizzera per discutere questo tema. In primo luogo perché da anni vede transitare quotidianamente centinaia di persone provenienti da situazioni disastrate; in secondo luogo perché è la patria di alcuni scrittori molto importanti particolarmente attenti ai deboli e ai contenuti civili delle loro produzioni quali Fabio Pusterla e Alberto Nessi, recente vincitore del Gran Premio svizzero di letteratura.
Se mi è concesso creare un neologismo, Chiasso è permeata dalla Chiassitudine, ossia da quel sentimento di appartenenza proprio ai Chiassesi, che vivono la frontiera come un elemento naturale della loro quotidianità. In gioventù ciò significava per me e i miei amici andare a Milano o Como al sabato pomeriggio, e a Lugano la sera; avere interessi sia in Italia sia in Svizzera, trascorrere ore a discutere, e anche litigare, con i compagni di scuola sul senso di essere svizzeri o italiani, di norma dopo una partita di calcio fra le nazionali oppure dopo un ennesimo episodio della saga Tomba contro Zurbriggen!

Proprio in quegli anni di discussioni e litigi si è sviluppato in me l’amore e la riconoscenza per questa cittadina e per questo Paese, che mi hanno hanno formato, mi hanno messo a confronto con persone che la pensavano in maniera totalmente differente da me, mi hanno permesso di esprimere liberamente le mie opinioni e dato un futuro.
Quando ragioniamo attorno a temi come quelli proposti da questa edizione di ChiassoLetteraria, è inevitabile collegare il cittadino di seconda classe allo straniero residente o al richiedente l’asilo. In realtà sono numerosi, anzi, sono sempre più numerosi, i cittadini svizzeri che si considerano di seconda classe poiché si sentono abbandonati alla loro sorte dalla società.
La politica deve a queste persone risposte credibili e incisive: nel nostro piccolo, a livello locale, che però è il fronte dove le cose si realizzano, noi possiamo garantire al singolo tutto ciò di cui ha bisogno per vivere al meglio; la politica però è chiamata anche a sostenere le occasioni di incontro, che sono occasioni in cui si fa cultura, in cui i problemi, i loro problemi, i nostri problemi, vengono raccontati, analizzati, dibattuti e dai quali può forse nascere qualche idea brillante che esce dagli schemi e può dare origine a soluzioni innovative.
ChiassoLetteraria è una di queste occasioni ed è per questo motivo che il Municipio di Chiasso la sostiene con convinzione: abbiamo bisogno di luoghi che ci permettano di aprire gli occhi e capire che un mondo può e deve essere diverso: un mondo magari privo di una prima classe, ma con una seconda classe più comoda e accogliente per tutti.
Buon Festival quindi, e tenete d’occhio i vostri bagagli!

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